IL MONDO DELLE FAVOLE
Un viaggio attraverso il tempo
Inaugurazione: sabato 12 dicembre ore 18 
Fondazione Geiger, Sala delle Esposizioni, Corso Matteotti 47, Cecina

A cura di Vittorio Riguzzi

Dal 12 dicembre 2009 al 23 gennaio 2010. Prorogata fino al 7 febbraio

MARE NOSTRUM
Mostra fotografica dedicata ai fondali marini di Toscana, d'Italia e del mondo
Fondazione Geiger, Sala delle Esposizioni, Corso Matteotti 47, Cecina
Dall’1 al 31 Agosto 2009
Inaugurazione: sabato 1 agosto ore 19
Fotografie di Matteo Moscatelli e Sauro Gennai
A cura di Vittorio Riguzzi

Una mostra dedicata alle favole e ai miti e alla loro evoluzione, dal mondo classico a quello della comunicazione. Un percorso espositivo dedicato ad adulti e bambini in cui si potrà scoprire l’evoluzione del racconto fantastico secondo tre grandi tappe storiografiche: la favola ascoltata, la favola letta, la favola guardata.  Dai miti e leggende (Amore e Psyche, Narciso, e altri), le grandi epopee (Odissea) attraverso la tradizione orale che dall'antichità, in autori come Fedro ed Esopo, o come per l'apologo di Menemio Agrippa, giunge nel corso dei secoli alle prime raccolte scritte della grande tradizione popolare europea del XVIII secolo. Da lì si prosegue fino ai nostri giorni per concludersi nelle anti-favole contemporanee dei film di animazione (Shrek, Monsters Inc, Nemo, Shark Tale ecc)  e i film di fantasy (Signore degli anelli, Harry Potter ecc). Un grande viaggio attraverso il tempo rappresentato in immagini, testi didattici, ricostruzioni ambientali, installazioni multimediali. Si rivivranno così le atmosfere del mondo antico, la stanza dei fratelli Grimm, un immaginario laboratorio per cartoni animati della Walt Disney, e infine un ambiente in cui attraverso la tecnologia chroma key, per gli effetti speciali, i bambini possono calarsi negli scenari fantastici del mondo dell’animazione. Un grande “racconto dei racconti” fantastici che è custode di una millenaria saggezza popolare dell’umanità, e quindi concentrazione di valori antichi nei quali oggi si continua a credere, seppure mutati nella forma e nell’espressione.