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Sabato 31 marzo alle 17 le porte della Fondazione Geiger si aprono nuovamente al pubblico. Con un allestimento completamente rinnovato, presentiamo la mostra Ventagli. Creazioni d’artista, che rimarrà aperta fino a domenica 13 maggio, con orario 16-20.

Provenienti dalla collezione di Luisa Moradei, le 90 opere esposte interpretano i significati simbolici, storici e artistici dell’elegante e antichissimo accessorio: sono sculture polimateriche, pitture a olio o in acrilico, tessuti, ceramiche, lavori d’oreficeria, realizzati da personalità di spicco del panorama artistico e culturale italiano contemporaneo, fra cui Elio Marchegiani, Gillo Dorfles, Tino Stefanoni, Emilio Isgrò, solo per citarne alcuni.

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Protagonista della mostra primaverile organizzata dalla Fondazione Geiger sarà un oggetto raffinato ed elegante, ricco sì di connotazioni pratiche, ma anche simboliche e artistiche: il ventaglio. In una rilettura operata da 90 artisti contemporanei, l’immagine del ventaglio è analizzata in chiave figurativa e concettuale e trasposta in altrettante opere d’arte ispirate a questo fine ornamento. La mostra Ventagli. Creazioni d’artista sarà inaugurata nelle sale della Fondazione Geiger sabato 31 marzo alle ore 17, e rimarrà aperta tutti i giorni dalle 16 alle 20 fino a domenica 13 maggio.

La prima collettiva d’arte contemporanea

L’esposizione sarà la prima collettiva di artisti contemporanei organizzata nelle sale di Cecina dallo staff della Fondazione Geiger coordinato da Federico Gavazzi, che si è avvalso della collaborazione della collezionista fiorentina Luisa Moradei, ideatrice del progetto.

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Tempo di bilanci

Domenica 18 febbraio si è conclusa la mostra Pop-up. La magia dei libri, inaugurata lo scorso 8 dicembre, e lo ha fatto con un bilancio molto positivo: circa 11.500 le presenze registrate in poco più di due mesi di apertura, quasi 30 le visite guidate organizzate per gruppi e scolaresche. Un’esposizione che ha coinvolto visitatori di tutte le età: dai bambini delle scuole materne a centenari ospiti delle case di riposo, il fascino dei libri tridimensionali della collezione Missiroli ha lasciato il segno. “L’entusiasmo dimostrato dai visitatori ci ha davvero colpito”, ha dichiarato Giulia Santi, curatrice della mostra. “Questi piccoli capolavori di carta sono riusciti a stupire i bambini, divertire gli adulti, far tornare gli anziani al ricordo dell’infanzia. Nella loro apparente semplicità, riassumono infatti la tecnica dei meccanismi, l’arte dell’illustrazione, le potenzialità della letteratura”.

La mostra

Il percorso dell’esposizione ripercorreva a ritroso la storia del libro pop-up, dai più moderni lavori di cartotecnica ancora in commercio ai primi volumi con illustrazioni in rilievo risalenti alla fine del 1800. Molto apprezzato anche l’allestimento: dal bosco dei libri volanti alla parete scenografica ispirata ai diorami di carta del paper engineer Dario Cestaro, dai carousel rotanti e illuminati alle postazioni video, l’ambientazione è riuscita nell’intento di suscitare una reazione di meraviglia nel pubblico, la stessa meraviglia che si prova ad aprire le pagine di un libro pop-up.

E ora?

La Fondazione Geiger continua la programmazione degli eventi culturali e a breve lancerà la prossima mostra primaverile, che affronterà un tema artistico con un taglio molto originale…
Per i fan del pop-up, invece, una diversa selezione di libri scelti dalla collezione di Massimo Missiroli volerà negli Emirati Arabi allo Sharjah Children’s Reading Festival dal 18 al 28 aprile.

 

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news Pop Up

La mostra Pop-up. La magia dei libri racconta come il libro tridimensionale sia cambiato nell’arco di quasi un secolo e mezzo: vediamo insieme alcuni dei pezzi in mostra e il motivo per cui sono stati scelti per rappresentare l’evoluzione del pop-up.

Piccole meraviglie dell'Ottocento

L’Internationaler Circus di Lothar Meggendorfer, edito da J.F. Schreiber nel 1887, è uno scenic book dalle dimensioni davvero sorprendenti: rappresenta l’arena di un circo con acrobati, clown e ballerine, intorno alla quale si dispongono i palchi con decine e decine di spettatori incantati. Aperto, misura in totale quasi un metro e mezzo! Meggendorfer era un maestro dei libri animati, gli “antenati” dei libri tridimensionali, nei quali si poteva agire sulle figure grazie a linguette, volvelle o nastri.

Il delicato Peeps into Fairy Land, edito da Ernest Nister e E. P. Dutton nel 1896, è invece un panorama book, dove i piani distanziati con linguette compongono una specie di teatrino. Un’altra tecnica molto utilizzata nell’Ottocento era anche quella dei floating layers, dove i livelli separati tra di loro non appoggiano su un piano orizzontale, come negli scenic books: ne è un esempio Cosy Cot Farm, libro del 1895 di Raphael Tuck and Sons, le cui edizioni rappresentano spesso scene bucoliche o giochi di bambini.
In questo periodo i libri tridimensionali sono esclusivo appannaggio dei piccoli: molti di questi volumi, che hanno più di un secolo di vita, riportano dediche rivolte ai fortunati bambini che li hanno ricevuti in dono.

Originali "rivoluzioni" tridimensionali

Il primo “vero” pop-up è però lui: The “Pop-Up” Pinocchio (con la storia originale di Collodi), edito dalla Blue Ribbon Books di New York nel 1932, con la cartotecnica di Harold Lentz. Il termine fu registrato come marchio, e solo in seguito è entrato nell’uso per indicare i libri tridimensionali in genere. Ebbe un successo enorme, tanto che l’editore produsse moltissimi titoli, collaborando anche con la Disney.

Un altro bellissimo pop-up in mostra è il carousel Alì Babà e i 40 ladroni, edito da Hoepli nel 1943. Fu una produzione tutta italiana: lo scenografo Mario Zampini e l’illustratore Raimondo Centurione crearono una nuova struttura tridimensionale, in cui le copertine del libro si aprono fino a toccarsi e lasciano dispiegarsi spicchi in cui i piani paralleli formano scene prospettiche.

 

Grandi maestri e grandi produttori

Maestro indiscusso del pop-up fu il praghese Vojtěch Kubašta. Era sia illustratore sia cartotecnico, così che nelle sue opere figure e struttura si sposano perfettamente. Porta ai massimi livelli la tecnica dei multiple layers, inventata negli anni ’40 da Geraldine Clyne, ma sono i panascopic models i suoi libri più spettacolari. Uno fra tutti è How Columbus Discovered America, del 1961: con sole tre pagine e uno spessore di meno di mezzo centimetro, lascia “saltare fuori” da un unico grande quadro la Santa Maria di Cristoforo Colombo, con tanto di sartie.

Si dice che i pop-up di Kubašta piacquero talmente a Waldo Hunt, detto “Wally”, che avrebbe voluto produrli in America. Purtroppo era il periodo della guerra fredda e le importazioni dal blocco sovietico agli Stati Uniti erano vietate. Wally iniziò allora a produrre pop-up, coordinando cartotecnici, illustratori e case editrici. Un esempio di quel periodo è Andy Warhol’s Index (Book), pubblicato da Random House nel 1967, nella cui produzione Waldo Hunt coinvolse proprio il famoso artista.

Pop-up per tutti

Negli anni ’80 i temi affrontati nei pop-up aumentavano a dismisura: musica, robot, scienza, natura, cinema, personaggi celebri. Ne sono esempi la collana di libri edita da National Geographic, o The Royal Family Pop-Up Book del cartotecnico Vic Duppa-Whyte, che illustra alcuni episodi della vita della famiglia reale inglese, o ancora il libro The Human Body, con la cartotecnica di David Pelham, che pare abbia venduto addirittura tre milioni di copie!

È negli anni 2000 che il pop-up torna fortemente in auge: una nuova generazione di paper engineers ha scoperto nuovi meccanismi e pieghe che rendono i libri tridimensionali simili a sculture di carta adatte a un pubblico di ogni età. Basti pensare ai lavori di Robert Sabuda, Bruce Foster, Matthew Reinhart e molti altri. Guardate ad esempio la spettacolarità di DC Super Heroes. The Ultimate Pop-Up Book: nella pagina che mostra i supereroi insieme, l’illustrazione si solleva di quasi 40 centimetri!

 

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anteprima nuovo sito

Col lancio della nuova mostra Pop-up. La magia dei libri è stato messo online anche il nuovo sito della Fondazione Geiger: scoprine le nuove funzionalità!

Home page chiara e d’effetto
Un grande slider in home page presenta al visitatore l’evento in corso, con immagini grandi e d’impatto: cliccandoci, si viene reindirizzati all’articolo completo.

Nuova sezione news e iniziative
D’ora in avanti pubblicheremo piccoli articoli su fatti salienti che riguardano la vita della Fondazione o approfondimenti sulle mostre. Nella sezione delle iniziative sono raccolti invece gli eventi collaterali alle esposizioni o altri appuntamenti per il pubblico.

Tab a scomparsa
Vuoi cercare le immagini di quella mostra che hai visto qualche anno fa? Hai bisogno di un catalogo? Apri la tab rossa a scomparsa sulla destra: si aprirà la lista completa delle mostre della Fondazione, da cui potrai accedere facilmente alla scheda dell’evento che cerchi.

Contenuti raccolti nelle schede-mostra
Tutto il materiale relativo alle esposizioni è stato raccolto in un’unica pagina, dove puoi trovare il testo di presentazione dell’iniziativa, la gallery completa di didascalie, il catalogo, la rassegna stampa e molto altro. Sfrutta i pulsanti delle “Mostre correlate” e naviga tra gli eventi passati…

Ci presentiamo
I contenuti che presentano la Fondazione sono riuniti in un’unica sezione; c’è poi la biografia di Hermann Geiger e una pagina dedicata ai contatti, con una mappa interattiva per trovarci più facilmente.

Socializza!
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news inaugurazione kirchner

Sabato 15 luglio si è aperta la mostra Ernst Ludwig Kirchner a Davos, alla presenza dei curatori Annick Haldemann e Thorsten Sadowsky, registrar e direttore del Kirchner Museum Davos dal quale proviene la maggior parte delle opere esposte.

All’inaugurazione erano presenti anche i signori Wolfgang Henze e Ingeborg Henze-Ketterer, dell’Archivio dell’opera completa di E. L. Kirchner di Wichracht, Berna, depositari del lascito dell’artista: «Siamo felici che l’Italia accolga di nuovo, dopo tanto tempo, una mostra personale su Kirchner» hanno dichiarato. «Non era pensabile organizzare qui un’esposizione che riassumesse tutta la produzione di questo grande artista, ma questa selezione riesce davvero a toccare l’essenza del percorso artistico di Kirchner negli ultimi venti anni di vita trascorsi a Davos». 

La mostra espone quadri a olio, incisioni, acquerelli e fotografie dell’artista nato nel 1880 ad Aschaffenburg in Germania e morto suicida nel 1938 a Davos. È proprio sugli anni di Davos che si incentra la scelta delle opere, affrontando le tematiche care a Kirchner che si era ritirato fra le Alpi svizzere in cerca di salute fisica e mentale: paesaggi, ritratti, nudi, scene di vita rurale e di sport.

La mostra rimarrà aperta fino al 15 ottobre, con orario 18-23 fino al 10 settembre e 16-20 per il rimanente periodo.

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