nudo mostra cecina

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L’archeologia sarà il tema della mostra estiva 2019 alla Fondazione Geiger di Cecina. Ideata dal Museo delle Antichità di Basilea e Collezione Ludwig, Nudo! Tesori del Museo delle Antichità di Basilea arriverà a fine giugno per la prima volta in Italia.

L’antefatto

Di recente, alcune raccolte d’arte europee hanno deciso di togliere dalle loro sale dipinti di grandi maestri che mettono in mostra dei corpi nudi o in pose considerate troppo licenziose. Facebook censura la Venere di Willendorf e la Sirenetta di Copenaghen poiché, sebbene una sia un oggetto di culto preistorico e l’altra il simbolo di una città cosmopolita, sono entrambe giovani donne nude.

Il nudo

La rappresentazione della nudità sia maschile sia femminile è nata assieme all’arte stessa. Divenuta messaggio e simbolo non solo di erotismo, ha assunto e veicolato un ampio ventaglio di significati che esaltano il soggetto in quanto invincibile, eroico, immortale, vulnerabile, sensuale o in comunione perfetta con la natura. La raffigurazione del corpo senza veli è un motivo dominante nella maggior parte delle antiche culture mediterranee e mediorientali.

La mostra

Nudo! Tesori del Museo delle Antichità di Basilea, attraverso numerosi reperti provenienti dalla raccolta svizzera, si propone di indagare i motivi per i quali, in vari periodi e contesti, il corpo umano è stato rappresentato senza veli. I reperti spaziano dall’arte mesopotamica a quella egizia, greca, etrusca e romana e sono organizzati in sei sezioni tematiche.
La mostra sarà inaugurata sabato 22 giugno e sarà aperta tutti i giorni fino al 13 ottobre. Fino all’8 settembre l’orario di apertura sarà dalle 18 alle 23, dal 9 settembre dalle 16 alle 20.

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Nudo! Tesori del Museo delle Antichità di Basilea
A cura di Tomas Lochman (Museo delle Antichità di Basilea e Collezione Ludwig)
Fondazione Culturale Hermann Geiger
Piazza Guerrazzi 32, Cecina (LI)
22 giugno ‒ 13 ottobre 2019
Aperto tutti i giorni
Orario 22 giugno ‒ 8 settembre: dalle 18.00 alle 23.00
Orario 9 settembre ‒ 13 ottobre: dalle 16.00 alle 20.00
Ingresso libero

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Mostra national geographic cecina

In poco più di 40 giorni, la mostra What a Wonderful World è stata vista da 12.000 visitatori! Le cinquanta strabilianti fotografie scattate da venti fotografi della National Geographic Society hanno saputo raccontare a un pubblico attento e affascinato le meraviglie del nostro pianeta, ricordandoci quanto rischiamo di perdere se non ci prendiamo cura dell’ambiente in cui viviamo.

Parola ai visitatori

«È bello, ed è NOSTRO!» si legge tra i commenti sul libro firme. «W il nostro pianeta!» scrivono Maria e Samuele. «Il respiro manca e gli occhi non riescono nemmeno a chiudersi per un attimo, per non perdere nulla di così immensa bellezza».
Le reazioni di chi ha ammirato le foto sono di stupore nei confronti del fascino della nostra Terra e della bravura dei fotografi. «Finalmente immagini che possono essere pensate e non scappano subito via».
Noi siamo felici di aver proposto al pubblico questo «giro del mondo su due piani» e di aver lanciato un messaggio che speriamo sia arrivato alle persone forte e chiaro: il nostro pianeta è meraviglioso, prendiamocene cura!

mostra national geographic cecina

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camaleonti christian ziegler

Molti dei fotografi della National Geographic Society presenti nella mostra What a Wonderful World alla Fondazione Geiger di Cecina (LI) hanno una formazione scientifica nel campo della biologia. Spesso i loro scatti catturano specie rare o comportamenti animali poco documentati o addirittura appena scoperti. Eccone un paio di esempi.

Nuvole di bolle

Pinguini imperatore pronti alla risalita. Mare di Ross, Antartide ©Paul NicklenQuando, al ritorno dalla pesca, i pinguini imperatore escono dall’acqua si trovano a essere particolarmente vulnerabili agli attacchi delle foche leopardo. In questa foto Paul Nicklen ha mostrato «dall’interno» la nuvola di milioni di microbolle che i pinguini rilasciano dal piumaggio per lubrificare la fase di uscita dall’oceano, triplicare la loro velocità e confondere eventuali predatori in agguato sotto il pack.

Paul Nicklen

Paul ha l’Artico nel sangue. Nato nel 1968, è cresciuto sull’isola di Baffin, nel Nunavut, in una delle poche famiglie non inuit in un piccolo insediamento in mezzo ai banchi di ghiaccio e ai mari gelidi del Canada. Oggi Paul è un naturalista e un fotografo specializzato nel ritrarre il cambiamento climatico nelle regioni polari e non ha paura di affrontare condizioni estreme per raggiungere il pubblico con le sue immagini, allo scopo di alzare una voce in difesa di questi delicati ecosistemi ricchi di preziosa biodiversità. Paul vive una vita all’insegna di arte, impegno e avventura, coniugando la sua carriera con l’attivismo. Quando non combatte contro temperature sotto zero, torna a casa sull’Isola di Vancouver, in British Columbia, dove vive insieme a Cristina Mittermeier.

Maghi del mimetismo

Lotta fra due maschi di camaleonte pantera. Ambanja, Madagascar ©Christian ZieglerQuesti simpatici camaleonti pantera (Furcifer pardalis), specie endemica del Magadascar settentrionale, sono due maschi intenti a combattere. L’isola africana ospita oltre metà delle specie di camaleonti del mondo, molte delle quali tuttavia sono a rischio estinzione a causa della deforestazione indiscriminata. Oltre alla capacità di mutare colore e confondersi con l’ambiente i camaleonti hanno occhi telescopici e la lingua più veloce del pianeta.

Christian Ziegler

Christian è nato in Germania nel 1972. Ecologo tropicale per formazione, ha lavorato nelle foreste pluviali di quattro continenti. Lo scopo di Christian è di mettere in luce specie ed ecosistemi in pericolo e condividere la loro bellezza e importanza con un vasto pubblico attraverso uno storytelling coinvolgente e informato. Christian ha realizzato, tra le altre, storie sui bonobo e le piante carnivore, e libri illustrati sull’ecologia tropicale e le orchidee selvatiche e i loro impollinatori. Vive al margine della foresta pluviale del Parco Nazionale di Panama con la moglie Daisy Dent, ecologa, con cui ha scritto a quattro mani l’ultimo libro dopo un grave problema di salute che lo ha tenuto fermo per quasi un anno.

Guarda incredibili paesaggi

Scopri scatti da maestro

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La fotografia di paesaggio è un genere che tutti quanti sperimentiamo, almeno una volta nella vita. Il rischio, quando si fotografa un luogo, è quello di scadere nella banalità, specialmente se si tratta di un posto normalmente frequentato da turisti e non un remoto angolo della Terra. Nelle due foto seguenti, selezionate per la mostra What a Wonderful World, due grandi fotografi della National Geographic Society hanno usato il loro tocco per rendere “magici” questi paesaggi: uno, col potere di uno sguardo originale, l’altro col fascino di una prospettiva azzardata. Vediamo che cosa rappresentano.

Come un dipinto

Alberi riarsi di Acacia erioloba. Dead Vlei, Namibia ©Frans LantingSpesso, per scattare una foto memorabile, bisogna essere nel posto giusto, al momento giusto, con un’idea in testa. Questo ha fatto Frans Lanting quando ha fotografato le acacie morte nel Dead Vlei, una pozza inaridita circondata da dune ferrose alte 400 metri nel deserto del Namib. Ha atteso pazientemente fino a quando il sole nascente, toccando il suolo argilloso ancora in ombra, non ha illuminato gradualmente le dune creando un contrasto incredibile. Il diaframma della fotocamera chiuso, per sottolineare più nitidamente i cespugli erbosi dello sfondo, e un filtro digradante, per compensare la differenza di luminosità, sono stati gli unici accorgimenti tecnici per ottenere questo scatto che ricorda un dipinto. Ancora pochi minuti e i turisti e il sole avrebbero invaso la pozza ormai asciutta facendo sfumare quell’attimo magico. Questa fotografia, pubblicata sulle piattaforme digitali del National Geographic, è stata vista da più di mezzo milione di persone in due giorni. Il potere dell’immagine.

Frans Lanting

Frans è considerato uno dei più grandi fotografi dei nostri giorni. Nato a Rotterdam nel 1951, dopo la laurea in economia si è trasferito in America per studiare pianificazione ambientale. Nell’arco di trent’anni ha documentato la natura dall’Amazzonia al continente antartico, per promuovere la comprensione del mondo e della storia naturale attraverso immagini che trasmettano passione per l’ambiente e un senso di meraviglia e stupore nei confronti del nostro pianeta. «Ha la testa di uno scienziato, il cuore di un cacciatore e l’occhio di un poeta», dicono di lui. Le foto di Frans devono molto all’arte e alla letteratura così come alla scienza, alla tecnologia e alle sue personali esperienze con la natura e gli animali in tutti e sette i continenti.

Batteri arcobaleno

La più grande sorgente calda degli Stati Uniti. Grand Prismatic Spring, Wyoming ©Michael Nichols

Questa sorgente di acqua calda, che raggiunge i 70°C e ha un diametro di 110 metri, è la più grande degli Stati Uniti e la terza al mondo. Il nome Grande Sorgente Prismatica deriva dalla sua colorazione: mentre il centro del bacino è sempre di un azzurro intenso, i colori vicino ai bordi vanno dall’arancione al rosso in estate e tendono al verde in inverno. Questo incredibile effetto è dato dalla presenza nell’acqua di batteri termofili, che prosperano ad alte temperature. La foto è scattata dall’alto con un drone, e si possono apprezzare sia le sfumature di colore dell’acqua che quelle della terra del parco di Yellowstone.

Michael Nichols

Michael è originario dell’Alabama. Nato nel 1952, all’inizio degli anni Settanta è stato arruolato nell’unità di fotografia dell’esercito americano. Dopo aver studiato alla University of North Alabama, dove ha incontrato il suo mentore, l’ex fotografo di Life Charles Moore, Michael ha iniziato la sua carriera da fotogiornalista nel 1979. Ha realizzato lavori sugli elefanti, la natura africana, i leoni, gli zoo americani, le tigri, il rapporto fra uomo e scimpanzé. Usa tecniche innovative per creare enormi immagini composite, come quella di una sequoia alta 90 metri e vecchia di 1500 anni. Su National Geographic ha pubblicato 27 articoli, prima di andare in pensione nel 2016. Vive a Sugar Hollow (Virginia) con la moglie, l’artista Reba Peck.

 

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squalo balena thomas peshak

Molti dei 20 fotografi autori delle foto esposte nella mostra What a Wonderful World sono biologi che hanno scelto la fotografia come mezzo per connettere un gran numero di persone con la scienza. Li caratterizza un’avventurosa attitudine alla ricerca sul campo e la capacità di realizzare immagini strabilianti: vediamone due nel dettaglio.

Tecniche estreme

paradisea what a wonderful world geigerFotografare una paradisea maggiore che si esibisce in un rituale di corteggiamento in cima a un ramo a trenta metri d’altezza, in condizioni di luce perfette e con la foresta pluviale sullo sfondo, non è cosa da tutti. Tim Laman ci è riuscito dopo anni di tentativi e otto giorni passati a salire e scendere dagli alberi delle Isole Aru, nella Nuova Guinea Occidentale. La tecnica messa a punto ha dell’incredibile. Una fotocamera cucita dentro grandi foglie, nascosta sul ramo dove gli uccelli del paradiso usano posarsi, è collegata tramite un cavo usb di 18 metri all’albero di fronte, dove Tim ha costruito la sua postazione «sospesa». Dentro una tenda di foglie, il fotografo gestisce messa a fuoco ed esposizione della fotocamera, regolandole da un portatile. Oltre al valore estetico delle immagini e dei video che Tim è riuscito a ottenere, è enorme anche il loro valore scientifico: mai nessuno scienziato era riuscito a osservare così da vicino i comportamenti di questo raro animale.

Tim Laman

Tim è un biologo sul campo e un fotogiornalista naturalista. Nato nel 1961, ha trascorso l’infanzia in Giappone e sviluppato un interesse precoce nei confronti dell’esplorazione della natura. È andato per la prima volta nella foresta pluviale del Borneo nel 1987, e la regione Asia-Pacifico (specialmente l’arcipelago indonesiano) è da allora diventata il soggetto principale della sua ricerca scientifica e fotografica. Tim si è guadagnato la reputazione di persona capace di tornare dai suoi viaggi con scatti di soggetti quasi impossibili da fotografare, come gli animali volanti del Borneo, l’esibizione delle paradisee e di alcuni degli uccelli più a rischio estinzione del mondo. Tim collabora con la moglie Cheryl Knott a progetti di ricerca e conservazione dell’orango.

Giochi di luce

squalo balena what a wonderful world geigerIn questo poetico scatto un giovane squalo balena filtra l’acqua ricca del plancton attirato dalla luce di un faro nella notte. Siamo nel Golfo di Aden, al largo del confine tra Gibuti e Somalia, dove Thomas P. Peschak ha passato molte notti in compagnia dei pescatori somali per documentare la ricca biodiversità dei mari che circondano la penisola araba. Lo squalo balena, nonostante le dimensioni, è totalmente innocuo per l’uomo.

Thomas P. Peschak

Thomas, nato nel 1975 in Germania ma cresciuto in Sudafrica, ha una formazione da biologo marino ed è specializzato nel conflitto tra uomo e natura. È diventato fotogiornalista (principalmente subacqueo) quando ha capito che avrebbe avuto un impatto maggiore sulla conservazione attraverso le fotografie che non attraverso le statistiche. Nel 2008, le sue prime foto per National Geographic hanno documentato la scoperta di Hanifaru Bay, presso l’atollo maldiviano di Baa, dove le mante si aggregano per nutrirsi di plancton: il servizio ha scosso le coscienze e impedito la costruzione di un porto nella zona, che è stata dichiarata area marina protetta. Oggi si concentra nel documentare alcune delle storie più critiche del nostro tempo riguardo alla conservazione del mare e delle isole.

 

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Uccello del paradiso, mostra national geographic, foto geiger, national geographic cecina

Nat Geo news lancio mostra

50 scatti della National Geographic Society

Dal 16 marzo al 28 aprile la Fondazione Geiger ospiterà la grande fotografia naturalistica della National Geographic Society. La mostra What a Wonderful World, a cura di Alessandra Scalvini, proporrà una selezione di cinquanta fotografie di venti fotografi che hanno lavorato per la rivista National Geographic, letta in tutto il mondo da ben 30 milioni di persone ogni mese.

Il messaggio

What a Wonderful World vuole essere un tributo alle infinite bellezze del nostro pianeta, sempre più fragili e minacciate, perché di fronte a queste immagini ogni visitatore possa esclamare «che mondo meraviglioso!»

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