Nudo censura facebook

Qual è la politica del social network riguardo alla condivisione di opere d’arte che raffigurano nudità?

La “censura” da parte di Facebook di un nostro post sponsorizzato per la promozione della mostra Nudo! Tesori del Museo delle Antichità di Basilea ha portato a chiederci quale sia attualmente la politica di Facebook a proposito della condivisione di nudo artistico. L’immagine ritraeva infatti il torso di una statua con i genitali pixelati e la sua sponsorizzazione è stata bocciata poiché conteneva “nudità o porzioni di pelle eccessive”.

Nudo Facebook censura

Nudo online, ma solo arte

L’ultimo aggiornamento degli Standard della community, valido a livello internazionale, sostiene che il social network limiti la visualizzazione di immagini di nudo in quanto una parte del suo pubblico sarebbe molto sensibile all’argomento. Su Facebook sono iscritte infatti più di due miliardi di persone sopra i 13 anni di età, di Paesi e culture diverse che hanno un approccio diverso nei confronti del nudo. Un altro motivo della pruderie adottata del social network è anche quello di scongiurare il cosiddetto “revenge porn”, ovvero la condivisione non autorizzata di materiale riservato a scopo di vendetta o ricatto. Le norme, tuttavia, permettono la pubblicazione di fotografie di dipinti, sculture o altre forme d’arte che ritraggono figure nude. La condivisione di opere d’arte nude è quindi consentita (noi lo abbiamo fatto spesso nella nostra pagina), ma Facebook potrebbe prendere in considerazione di rimuovere questo tipo di contenuti in seguito a una o più segnalazioni di violazione, valutando caso per caso il da farsi. A decidere che cosa è arte e che cosa non lo è ci penserebbe quindi un algoritmo o, in caso di ricorso, una persona che visualizza centinaia se non migliaia di immagini al giorno, senza una specifica preparazione in materia.

Vietato promuovere il nudo

post facebook nudo

Diversa è la situazione per i post sponsorizzati a pagamento che sono visualizzati da un pubblico più ampio, selezionato in base alla provenienza o agli interessi indicati da chi promuove il contenuto. In questo caso il social network può impedire che un’immagine contenente nudo venga utilizzata come pubblicità, poiché assimilata nella maggior parte dei casi a un contenuto per adulti di natura sessuale. Il nostro post è stato bocciato poiché secondo l’algoritmo che lo ha analizzato l’immagine non rispettava le Normative pubblicitarie. A seguito del nostro ricorso, in cui si spiegava che quella raffigurata era una statua con le parti intime coperte, e che lo scopo della pubblicità era proprio quello di promuovere una mostra sul tema del nudo nell’arte, la promozione è stata approvata.

Prassitele sì, Rubens no

VisitFlanders ha di recente avuto a che fare con queste limitazioni. Nel luglio 2018, l’ente turismo delle Fiandre si è visto bocciare una campagna promozionale che aveva scelto come immagine simbolo un nudo barocco di Pieter Paul Rubens, non approvato neanche dopo il ricorso. Lo stesso è accaduto a un dipinto di Artemisia Gentileschi, Caritas romana, utilizzato per promuovere online la mostra Artemisia e i pittori del Conte nel castello e nella chiesa di San Giuseppe a Conversano, Bari. Sembra che, in linea di massima, la scultura sia più tollerata dell’arte figurativa

Nudo Rubens censurato

Le reazioni alla censura

Il CEO di VisitFlanders Peter De Wilde ha indirizzato una lettera aperta a Facebook, avvertendo come la decisione di bloccare la diffusione di questo tipo di contenuti renda la vita più difficile a molti musei e istituzioni culturali . VisitFlanders ha tuttavia volto a proprio vantaggio l’accaduto, realizzando un divertente video nella casa museo di Rubens, in cui falsi agenti di polizia allontanano dai dipinti di nudo quei visitatori che dichiarano di possedere un account su un social network. 

Come si intuisce, l’argomento non è povero di implicazioni. Dal giudizio sull’arte affidato all’intelligenza artificiale all’utopia di contenuti potenzialmente adatti a una piattaforma globale che ignora le specificità di ogni cultura, le riflessioni da fare su questo argomento ‒ la nudità artistica, o l’arte tout court, sulle reti sociali digitali ‒ sono ancora molte.

Giulia Santi

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visite guidate fb

Nudo! Ecco il calendario delle visite guidate

Per chi fosse interessato ad approfondire i temi della mostra Nudo! Tesori del Museo delle Antichità di Basilea, ecco il calendario delle visite guidate:

10 e 24 luglio
7 e 28 agosto
11 e 25 settembre
9 ottobre

Tutti gli appuntamenti si svolgeranno il mercoledì alle ore 18. Per partecipare è necessario prenotarsi in anticipo al desk della mostra o telefonando allo 0586.635011 in orario d'ufficio.
Le visite guidate sono gratuite e il numero di posti disponibili è limitato.

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nudo mostra cecina

nudo mostra cecina

L’archeologia sarà il tema della mostra estiva 2019 alla Fondazione Geiger di Cecina. Ideata dal Museo delle Antichità di Basilea e Collezione Ludwig, Nudo! Tesori del Museo delle Antichità di Basilea arriverà a fine giugno per la prima volta in Italia.

L’antefatto

Di recente, alcune raccolte d’arte europee hanno deciso di togliere dalle loro sale dipinti di grandi maestri che mettono in mostra dei corpi nudi o in pose considerate troppo licenziose. Facebook censura la Venere di Willendorf e la Sirenetta di Copenaghen poiché, sebbene una sia un oggetto di culto preistorico e l’altra il simbolo di una città cosmopolita, sono entrambe giovani donne nude.

Il nudo

La rappresentazione della nudità sia maschile sia femminile è nata assieme all’arte stessa. Divenuta messaggio e simbolo non solo di erotismo, ha assunto e veicolato un ampio ventaglio di significati che esaltano il soggetto in quanto invincibile, eroico, immortale, vulnerabile, sensuale o in comunione perfetta con la natura. La raffigurazione del corpo senza veli è un motivo dominante nella maggior parte delle antiche culture mediterranee e mediorientali.

La mostra

Nudo! Tesori del Museo delle Antichità di Basilea, attraverso numerosi reperti provenienti dalla raccolta svizzera, si propone di indagare i motivi per i quali, in vari periodi e contesti, il corpo umano è stato rappresentato senza veli. I reperti spaziano dall’arte mesopotamica a quella egizia, greca, etrusca e romana e sono organizzati in sei sezioni tematiche.
La mostra sarà inaugurata sabato 22 giugno e sarà aperta tutti i giorni fino al 13 ottobre. Fino all’8 settembre l’orario di apertura sarà dalle 18 alle 23, dal 9 settembre dalle 16 alle 20.

Vai alla pagina della mostra

Nudo! Tesori del Museo delle Antichità di Basilea
A cura di Tomas Lochman (Museo delle Antichità di Basilea e Collezione Ludwig)
Fondazione Culturale Hermann Geiger
Piazza Guerrazzi 32, Cecina (LI)
22 giugno ‒ 13 ottobre 2019
Aperto tutti i giorni
Orario 22 giugno ‒ 8 settembre: dalle 18.00 alle 23.00
Orario 9 settembre ‒ 13 ottobre: dalle 16.00 alle 20.00
Ingresso libero

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Mostra national geographic cecina

In poco più di 40 giorni, la mostra What a Wonderful World è stata vista da 12.000 visitatori! Le cinquanta strabilianti fotografie scattate da venti fotografi della National Geographic Society hanno saputo raccontare a un pubblico attento e affascinato le meraviglie del nostro pianeta, ricordandoci quanto rischiamo di perdere se non ci prendiamo cura dell’ambiente in cui viviamo.

Parola ai visitatori

«È bello, ed è NOSTRO!» si legge tra i commenti sul libro firme. «W il nostro pianeta!» scrivono Maria e Samuele. «Il respiro manca e gli occhi non riescono nemmeno a chiudersi per un attimo, per non perdere nulla di così immensa bellezza».
Le reazioni di chi ha ammirato le foto sono di stupore nei confronti del fascino della nostra Terra e della bravura dei fotografi. «Finalmente immagini che possono essere pensate e non scappano subito via».
Noi siamo felici di aver proposto al pubblico questo «giro del mondo su due piani» e di aver lanciato un messaggio che speriamo sia arrivato alle persone forte e chiaro: il nostro pianeta è meraviglioso, prendiamocene cura!

mostra national geographic cecina

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camaleonti christian ziegler

Molti dei fotografi della National Geographic Society presenti nella mostra What a Wonderful World alla Fondazione Geiger di Cecina (LI) hanno una formazione scientifica nel campo della biologia. Spesso i loro scatti catturano specie rare o comportamenti animali poco documentati o addirittura appena scoperti. Eccone un paio di esempi.

Nuvole di bolle

Pinguini imperatore pronti alla risalita. Mare di Ross, Antartide ©Paul NicklenQuando, al ritorno dalla pesca, i pinguini imperatore escono dall’acqua si trovano a essere particolarmente vulnerabili agli attacchi delle foche leopardo. In questa foto Paul Nicklen ha mostrato «dall’interno» la nuvola di milioni di microbolle che i pinguini rilasciano dal piumaggio per lubrificare la fase di uscita dall’oceano, triplicare la loro velocità e confondere eventuali predatori in agguato sotto il pack.

Paul Nicklen

Paul ha l’Artico nel sangue. Nato nel 1968, è cresciuto sull’isola di Baffin, nel Nunavut, in una delle poche famiglie non inuit in un piccolo insediamento in mezzo ai banchi di ghiaccio e ai mari gelidi del Canada. Oggi Paul è un naturalista e un fotografo specializzato nel ritrarre il cambiamento climatico nelle regioni polari e non ha paura di affrontare condizioni estreme per raggiungere il pubblico con le sue immagini, allo scopo di alzare una voce in difesa di questi delicati ecosistemi ricchi di preziosa biodiversità. Paul vive una vita all’insegna di arte, impegno e avventura, coniugando la sua carriera con l’attivismo. Quando non combatte contro temperature sotto zero, torna a casa sull’Isola di Vancouver, in British Columbia, dove vive insieme a Cristina Mittermeier.

Maghi del mimetismo

Lotta fra due maschi di camaleonte pantera. Ambanja, Madagascar ©Christian ZieglerQuesti simpatici camaleonti pantera (Furcifer pardalis), specie endemica del Magadascar settentrionale, sono due maschi intenti a combattere. L’isola africana ospita oltre metà delle specie di camaleonti del mondo, molte delle quali tuttavia sono a rischio estinzione a causa della deforestazione indiscriminata. Oltre alla capacità di mutare colore e confondersi con l’ambiente i camaleonti hanno occhi telescopici e la lingua più veloce del pianeta.

Christian Ziegler

Christian è nato in Germania nel 1972. Ecologo tropicale per formazione, ha lavorato nelle foreste pluviali di quattro continenti. Lo scopo di Christian è di mettere in luce specie ed ecosistemi in pericolo e condividere la loro bellezza e importanza con un vasto pubblico attraverso uno storytelling coinvolgente e informato. Christian ha realizzato, tra le altre, storie sui bonobo e le piante carnivore, e libri illustrati sull’ecologia tropicale e le orchidee selvatiche e i loro impollinatori. Vive al margine della foresta pluviale del Parco Nazionale di Panama con la moglie Daisy Dent, ecologa, con cui ha scritto a quattro mani l’ultimo libro dopo un grave problema di salute che lo ha tenuto fermo per quasi un anno.

Guarda incredibili paesaggi

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La fotografia di paesaggio è un genere che tutti quanti sperimentiamo, almeno una volta nella vita. Il rischio, quando si fotografa un luogo, è quello di scadere nella banalità, specialmente se si tratta di un posto normalmente frequentato da turisti e non un remoto angolo della Terra. Nelle due foto seguenti, selezionate per la mostra What a Wonderful World, due grandi fotografi della National Geographic Society hanno usato il loro tocco per rendere “magici” questi paesaggi: uno, col potere di uno sguardo originale, l’altro col fascino di una prospettiva azzardata. Vediamo che cosa rappresentano.

Come un dipinto

Alberi riarsi di Acacia erioloba. Dead Vlei, Namibia ©Frans LantingSpesso, per scattare una foto memorabile, bisogna essere nel posto giusto, al momento giusto, con un’idea in testa. Questo ha fatto Frans Lanting quando ha fotografato le acacie morte nel Dead Vlei, una pozza inaridita circondata da dune ferrose alte 400 metri nel deserto del Namib. Ha atteso pazientemente fino a quando il sole nascente, toccando il suolo argilloso ancora in ombra, non ha illuminato gradualmente le dune creando un contrasto incredibile. Il diaframma della fotocamera chiuso, per sottolineare più nitidamente i cespugli erbosi dello sfondo, e un filtro digradante, per compensare la differenza di luminosità, sono stati gli unici accorgimenti tecnici per ottenere questo scatto che ricorda un dipinto. Ancora pochi minuti e i turisti e il sole avrebbero invaso la pozza ormai asciutta facendo sfumare quell’attimo magico. Questa fotografia, pubblicata sulle piattaforme digitali del National Geographic, è stata vista da più di mezzo milione di persone in due giorni. Il potere dell’immagine.

Frans Lanting

Frans è considerato uno dei più grandi fotografi dei nostri giorni. Nato a Rotterdam nel 1951, dopo la laurea in economia si è trasferito in America per studiare pianificazione ambientale. Nell’arco di trent’anni ha documentato la natura dall’Amazzonia al continente antartico, per promuovere la comprensione del mondo e della storia naturale attraverso immagini che trasmettano passione per l’ambiente e un senso di meraviglia e stupore nei confronti del nostro pianeta. «Ha la testa di uno scienziato, il cuore di un cacciatore e l’occhio di un poeta», dicono di lui. Le foto di Frans devono molto all’arte e alla letteratura così come alla scienza, alla tecnologia e alle sue personali esperienze con la natura e gli animali in tutti e sette i continenti.

Batteri arcobaleno

La più grande sorgente calda degli Stati Uniti. Grand Prismatic Spring, Wyoming ©Michael Nichols

Questa sorgente di acqua calda, che raggiunge i 70°C e ha un diametro di 110 metri, è la più grande degli Stati Uniti e la terza al mondo. Il nome Grande Sorgente Prismatica deriva dalla sua colorazione: mentre il centro del bacino è sempre di un azzurro intenso, i colori vicino ai bordi vanno dall’arancione al rosso in estate e tendono al verde in inverno. Questo incredibile effetto è dato dalla presenza nell’acqua di batteri termofili, che prosperano ad alte temperature. La foto è scattata dall’alto con un drone, e si possono apprezzare sia le sfumature di colore dell’acqua che quelle della terra del parco di Yellowstone.

Michael Nichols

Michael è originario dell’Alabama. Nato nel 1952, all’inizio degli anni Settanta è stato arruolato nell’unità di fotografia dell’esercito americano. Dopo aver studiato alla University of North Alabama, dove ha incontrato il suo mentore, l’ex fotografo di Life Charles Moore, Michael ha iniziato la sua carriera da fotogiornalista nel 1979. Ha realizzato lavori sugli elefanti, la natura africana, i leoni, gli zoo americani, le tigri, il rapporto fra uomo e scimpanzé. Usa tecniche innovative per creare enormi immagini composite, come quella di una sequoia alta 90 metri e vecchia di 1500 anni. Su National Geographic ha pubblicato 27 articoli, prima di andare in pensione nel 2016. Vive a Sugar Hollow (Virginia) con la moglie, l’artista Reba Peck.

 

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