La fotografia di paesaggio è un genere che tutti quanti sperimentiamo, almeno una volta nella vita. Il rischio, quando si fotografa un luogo, è quello di scadere nella banalità, specialmente se si tratta di un posto normalmente frequentato da turisti e non un remoto angolo della Terra. Nelle due foto seguenti, selezionate per la mostra What a Wonderful World, due grandi fotografi della National Geographic Society hanno usato il loro tocco per rendere “magici” questi paesaggi: uno, col potere di uno sguardo originale, l’altro col fascino di una prospettiva azzardata. Vediamo che cosa rappresentano.

Come un dipinto

Alberi riarsi di Acacia erioloba. Dead Vlei, Namibia ©Frans LantingSpesso, per scattare una foto memorabile, bisogna essere nel posto giusto, al momento giusto, con un’idea in testa. Questo ha fatto Frans Lanting quando ha fotografato le acacie morte nel Dead Vlei, una pozza inaridita circondata da dune ferrose alte 400 metri nel deserto del Namib. Ha atteso pazientemente fino a quando il sole nascente, toccando il suolo argilloso ancora in ombra, non ha illuminato gradualmente le dune creando un contrasto incredibile. Il diaframma della fotocamera chiuso, per sottolineare più nitidamente i cespugli erbosi dello sfondo, e un filtro digradante, per compensare la differenza di luminosità, sono stati gli unici accorgimenti tecnici per ottenere questo scatto che ricorda un dipinto. Ancora pochi minuti e i turisti e il sole avrebbero invaso la pozza ormai asciutta facendo sfumare quell’attimo magico. Questa fotografia, pubblicata sulle piattaforme digitali del National Geographic, è stata vista da più di mezzo milione di persone in due giorni. Il potere dell’immagine.

Frans Lanting

Frans è considerato uno dei più grandi fotografi dei nostri giorni. Nato a Rotterdam nel 1951, dopo la laurea in economia si è trasferito in America per studiare pianificazione ambientale. Nell’arco di trent’anni ha documentato la natura dall’Amazzonia al continente antartico, per promuovere la comprensione del mondo e della storia naturale attraverso immagini che trasmettano passione per l’ambiente e un senso di meraviglia e stupore nei confronti del nostro pianeta. «Ha la testa di uno scienziato, il cuore di un cacciatore e l’occhio di un poeta», dicono di lui. Le foto di Frans devono molto all’arte e alla letteratura così come alla scienza, alla tecnologia e alle sue personali esperienze con la natura e gli animali in tutti e sette i continenti.

Batteri arcobaleno

La più grande sorgente calda degli Stati Uniti. Grand Prismatic Spring, Wyoming ©Michael Nichols

Questa sorgente di acqua calda, che raggiunge i 70°C e ha un diametro di 110 metri, è la più grande degli Stati Uniti e la terza al mondo. Il nome Grande Sorgente Prismatica deriva dalla sua colorazione: mentre il centro del bacino è sempre di un azzurro intenso, i colori vicino ai bordi vanno dall’arancione al rosso in estate e tendono al verde in inverno. Questo incredibile effetto è dato dalla presenza nell’acqua di batteri termofili, che prosperano ad alte temperature. La foto è scattata dall’alto con un drone, e si possono apprezzare sia le sfumature di colore dell’acqua che quelle della terra del parco di Yellowstone.

Michael Nichols

Michael è originario dell’Alabama. Nato nel 1952, all’inizio degli anni Settanta è stato arruolato nell’unità di fotografia dell’esercito americano. Dopo aver studiato alla University of North Alabama, dove ha incontrato il suo mentore, l’ex fotografo di Life Charles Moore, Michael ha iniziato la sua carriera da fotogiornalista nel 1979. Ha realizzato lavori sugli elefanti, la natura africana, i leoni, gli zoo americani, le tigri, il rapporto fra uomo e scimpanzé. Usa tecniche innovative per creare enormi immagini composite, come quella di una sequoia alta 90 metri e vecchia di 1500 anni. Su National Geographic ha pubblicato 27 articoli, prima di andare in pensione nel 2016. Vive a Sugar Hollow (Virginia) con la moglie, l’artista Reba Peck.

 

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squalo balena thomas peshak

Molti dei 20 fotografi autori delle foto esposte nella mostra What a Wonderful World sono biologi che hanno scelto la fotografia come mezzo per connettere un gran numero di persone con la scienza. Li caratterizza un’avventurosa attitudine alla ricerca sul campo e la capacità di realizzare immagini strabilianti: vediamone due nel dettaglio.

Tecniche estreme

paradisea what a wonderful world geigerFotografare una paradisea maggiore che si esibisce in un rituale di corteggiamento in cima a un ramo a trenta metri d’altezza, in condizioni di luce perfette e con la foresta pluviale sullo sfondo, non è cosa da tutti. Tim Laman ci è riuscito dopo anni di tentativi e otto giorni passati a salire e scendere dagli alberi delle Isole Aru, nella Nuova Guinea Occidentale. La tecnica messa a punto ha dell’incredibile. Una fotocamera cucita dentro grandi foglie, nascosta sul ramo dove gli uccelli del paradiso usano posarsi, è collegata tramite un cavo usb di 18 metri all’albero di fronte, dove Tim ha costruito la sua postazione «sospesa». Dentro una tenda di foglie, il fotografo gestisce messa a fuoco ed esposizione della fotocamera, regolandole da un portatile. Oltre al valore estetico delle immagini e dei video che Tim è riuscito a ottenere, è enorme anche il loro valore scientifico: mai nessuno scienziato era riuscito a osservare così da vicino i comportamenti di questo raro animale.

Tim Laman

Tim è un biologo sul campo e un fotogiornalista naturalista. Nato nel 1961, ha trascorso l’infanzia in Giappone e sviluppato un interesse precoce nei confronti dell’esplorazione della natura. È andato per la prima volta nella foresta pluviale del Borneo nel 1987, e la regione Asia-Pacifico (specialmente l’arcipelago indonesiano) è da allora diventata il soggetto principale della sua ricerca scientifica e fotografica. Tim si è guadagnato la reputazione di persona capace di tornare dai suoi viaggi con scatti di soggetti quasi impossibili da fotografare, come gli animali volanti del Borneo, l’esibizione delle paradisee e di alcuni degli uccelli più a rischio estinzione del mondo. Tim collabora con la moglie Cheryl Knott a progetti di ricerca e conservazione dell’orango.

Giochi di luce

squalo balena what a wonderful world geigerIn questo poetico scatto un giovane squalo balena filtra l’acqua ricca del plancton attirato dalla luce di un faro nella notte. Siamo nel Golfo di Aden, al largo del confine tra Gibuti e Somalia, dove Thomas P. Peschak ha passato molte notti in compagnia dei pescatori somali per documentare la ricca biodiversità dei mari che circondano la penisola araba. Lo squalo balena, nonostante le dimensioni, è totalmente innocuo per l’uomo.

Thomas P. Peschak

Thomas, nato nel 1975 in Germania ma cresciuto in Sudafrica, ha una formazione da biologo marino ed è specializzato nel conflitto tra uomo e natura. È diventato fotogiornalista (principalmente subacqueo) quando ha capito che avrebbe avuto un impatto maggiore sulla conservazione attraverso le fotografie che non attraverso le statistiche. Nel 2008, le sue prime foto per National Geographic hanno documentato la scoperta di Hanifaru Bay, presso l’atollo maldiviano di Baa, dove le mante si aggregano per nutrirsi di plancton: il servizio ha scosso le coscienze e impedito la costruzione di un porto nella zona, che è stata dichiarata area marina protetta. Oggi si concentra nel documentare alcune delle storie più critiche del nostro tempo riguardo alla conservazione del mare e delle isole.

 

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Uccello del paradiso, mostra national geographic, foto geiger, national geographic cecina

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50 scatti della National Geographic Society

Dal 16 marzo al 28 aprile la Fondazione Geiger ospiterà la grande fotografia naturalistica della National Geographic Society. La mostra What a Wonderful World, a cura di Alessandra Scalvini, proporrà una selezione di cinquanta fotografie di venti fotografi che hanno lavorato per la rivista National Geographic, letta in tutto il mondo da ben 30 milioni di persone ogni mese.

Il messaggio

What a Wonderful World vuole essere un tributo alle infinite bellezze del nostro pianeta, sempre più fragili e minacciate, perché di fronte a queste immagini ogni visitatore possa esclamare «che mondo meraviglioso!»

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Alberto Giacometti Cecina

A distanza di un anno dalla mostra Ernst Ludwig Kirchner a Davos, che ha portato a Cecina uno dei grandi maestri dell’arte del Novecento, la Fondazione Culturale Hermann Geiger presenta al pubblico un altro straordinario artista di fama internazionale. Le sale espositive in Piazza Guerrazzi ospiteranno da dicembre 2018 a febbraio 2019 le litografie di Alberto Giacometti, conosciuto in Italia principalmente per le sottili sculture che sembrano erose dal tempo e tanto ricordano l’arte etrusca.

 

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Giacometti rende omaggio a Parigi, città che lo ha accolto dopo il trasferimento dalla natia Svizzera, con 150 lavori realizzati tra il 1958 e il 1965 disegnando dal vero con una matita litografica i boulevard, i palazzi, le chiese e i monumenti, ma anche i caffè, l’atelier, i ritratti del fratello Diego, della moglie e delle prostitute con cui spesso si accompagnava. Le opere, insieme a un breve testo incompiuto, costituiscono il libro Paris sans fin edito postumo da Tériade nel 1969. In questo che è considerato un vero e proprio testamento artistico, Alberto Giacometti si affida a un medium che non permette cancellature e ripensamenti nel tentativo di ritrovare una perduta immediatezza nella rappresentazione artistica.


La mostra Paris sans fin. Litografie originali di Alberto Giacometti, sarà aperta tutti i giorni dal 1° dicembre 2018 al 24 febbraio 2019 con orario 16-20 e avrà ingresso libero. L’esposizione sarà curata da Klaus Littmann e conterrà opere provenienti dalla collezione di Carlos Gross.

Paris sans fin. Litografie originali di Alberto Giacometti
1° dicembre 2018 ‒ 24 febbraio 2019
Aperto tutti i giorni dalle 16 alle 20
Fondazione Culturale Hermann Geiger
Piazza Guerrazzi 32/33, Cecina (LI)
Ingresso libero

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Il catalogo della mostra Velieri. Grandi storie di mare è ora liberamente scaricabile online!

Il volume, a cura di Federico Gavazzi, contiene le schede storiche di ogni veliero esposto, corredate dalle fotografie di Giovanni Servi e organizzate secondo le aree tematiche della mostra: grandi esplorazioni, commerci con le Indie, pirateria e guerra di corsa, supremazia sui mari. Il compito di approfondire ognuno di questi aspetti è affidato ad altrettanti testi a firma di Federico Gavazzi e Giulia Santi della Fondazione Culturale Hermann Geiger e Luca Lo Basso ed Emiliano Beri dell’Università di Genova, rispettivamente direttore e membro del comitato scientifico del NavLab, Laboratorio di Storia Marittima e Navale.
Il catalogo, in italiano e inglese, è edito da Bandecchi & Vivaldi Editore di Pontedera e fa parte della Collana d’arte FHG.

Clicca qui per accedere alla lista dei cataloghi.

velieri news catalogo

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Sono state più di 13 000 le persone che hanno visitato Velieri. Grandi storie di mare: un numero record di presenze che colloca la mostra tra quelle più viste della Fondazione Culturale Hermann Geiger dal 2009, anno della sua costituzione. Il curatore Federico Gavazzi si dice «soddisfatto del risultato e contento che l’esposizione abbia risvegliato l’interesse nei confronti di questo tema. Abbiamo riproposto classici racconti di mare, conosciuti e vivi nell’immaginario del grande pubblico fino a una trentina di anni fa, e nonostante oggi si parli meno di questi argomenti, siamo riusciti a coinvolgere un pubblico trasversale di uomini e donne di tutte le età e a creare grande partecipazione anche nei bambini».

Velieri Geiger
Appassionati di modellismo, di storia, di mare e di avventura hanno affollato le sale della Fondazione Geiger con una media di quasi 200 presenze per i circa 70 giorni di apertura, apprezzando molto la scelta dei modelli e il suggestivo allestimento. Parole di lode all’iniziativa arrivano dai molti visitatori, ma anche dai prestatori, i modellisti le cui minuziose ricostruzioni sono state le apprezzatissime protagoniste dell’evento.

 

La mostra


La mostra Velieri. Grandi storie di mare, rimasta aperta dal 7 luglio al 16 settembre 2018, ha raccontato l’epoca d’oro della navigazione a vela attraverso le storie di ventisei celebri navi del passato, riprodotte in scala dalle abili mani di numerosi artigiani da tutta Italia: i modellisti dell’Associazione Modellismo e Storia DLF di Pontassieve (FI), Nello Camerini di Casale Marittimo (PI), Carlo Galanti Occulti di Savona, Daniele Gavazzi di Rosignano (LI), Luciano Giro di Musile di Piave (VE), Carlo Icarelli di San Pietro di Lavagno (VR) e il dottor Mario Signorini di Cecina (LI). A corredo dei velieri, le cui gesta erano narrate in un sintetico cartellino, si trovavano oggetti legati al mondo delle navi, come la polena originale proveniente dal Museo Navale Mario Maresca di Meta (NA) e strumenti scientifici per il calcolo delle rotte come quelli forniti da Il Corsaro Arredamenti e Antichità di La Spezia. Infine, la ricostruzione di una postazione di combattimento con tanto di cannone e un’installazione sensoriale dove era possibile annusare le merci e le spezie commerciate per mezzo delle navi a vela completavano il percorso.

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