Paris sans fine. Litografie originali di Alberto Giacometti

Paris sans fin. Litografie originali di Alberto Giacometti
1° dicembre 2018 – 24 febbraio 2019
Tutti i giorni dalle 16 alle 20
Inaugurazione 1° dicembre ore 17
Fondazione Culturale Hermann Geiger
Piazza Guerrazzi 32, Cecina (LI)
Ingresso libero

Dal 1° dicembre 2018 al 24 febbraio 2019 la Fondazione Culturale Hermann Geiger ospita nelle sue sale a Cecina la mostra Paris sans fin. Litografie originali di Alberto Giacometti. Curata da Klaus Littmann e organizzata da Littmann Kulturprojekte, l’esposizione presenta 150 litografie del grande maestro dell’arte del Novecento, accompagnate da fotografie che lo ritraggono al lavoro mentre modella con la creta le celebri figure fragili e allungate che ne hanno contraddistinto la produzione più tarda. Le opere provengono dalla collezione privata di Carlos Gross, il quale possiede una delle maggiori raccolte di litografie di Giacometti a livello internazionale.

Le stampe originali, insieme a un breve testo incompiuto, compongono il libro d’artista Paris sans fin, edito postumo da Tériade nel 1969 in 250 esemplari, considerato da molti il testamento artistico di Giacometti. L’opera nel suo insieme costituisce un viaggio attraverso Parigi, che l’artista percorre a piedi o in auto con una cartella di fogli da trasferimento su cui disegna con una matita litografica. Il medium scelto lo costringe a lavorare dal vivo e di getto, evitando ripensamenti e cancellature: è un modo per distaccarsi dalla routine quasi ossessiva dell’atelier, dai modelli familiari, dalle lunghissime sedute di posa e dall’opera incessantemente modificata, disfatta e ricominciata, per rincorrere l’idea di una raffigurazione immediata. Giacometti rappresenta in questo modo i boulevard, i caffè, i palazzi, i monumenti della Ville Lumière, intervallati da alcuni nudi, oggetti, ritratti delle persone amate ‒ la moglie Annette, il fratello Diego ‒ e delle prostitute con cui spesso si accompagna. Le litografie sono scelte, ordinate e numerate dall’artista stesso, che propone così la sua personale e soggettiva visione della città che lo accolse nel 1922.

Nato a Borgonovo di Stampa nel 1901, Alberto Giacometti iniziò la sua formazione artistica accanto al padre pittore, dedicandosi fin da giovanissimo alla pittura e alla scultura. Frequentò poi un paio di scuole d’arte a Ginevra e ammirò in Italia le opere di Giotto e Tintoretto. Dopo il trasferimento a Parigi, dove trascorse gli anni più importanti della sua vita artistica, conobbe le avanguardie ‒ tra cui il cubismo, che influenzò particolarmente le sue opere ‒ e studiò l’arte primitiva. Nel 1928 aderì al surrealismo, che abbandonò nel 1935 per intraprendere una nuova ricerca artistica concentrata sull’attenzione per la figura. Durante la Seconda guerra mondiale si trasferì di nuovo in Svizzera, dove incontrò la futura moglie Annette. Tornato a Parigi nel 1945, si dedicò alla realizzazione delle sue celebri figure filiformi. La maturità artistica fu coronata dal successo internazionale e caratterizzata da una prolifica produzione di ritratti, mai abbandonata nel corso di tutta la sua carriera. Morì a Coira nel 1966.

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